1) Obama dopo essere stato copiato da Veltroni gli restituisce il favore non nominando nei suoi complimenti Silvio Berlusconi (aka "il maggiore esponente della parte avversa" per il uolter) preferendo un generico «il governo italiano ha dimostrato una forte leadership».
2) I complimenti fatti all'ex comunista Napolitano, "l'integrità morale" di Napolitano, uno "straordinario gentiluomo" "una reputazione meravigliosa" e merita "l'ammirazione di tutto il popolo italiano, non solo per la sua carriera politica, ma anche per la sua integrità e gentilezza: rappresenta al meglio il vostro Paese", frasi meditate che se le avesse rivolte a Berlusconi sarebbero state una vera presa per il culo.
Questi sono a quanto mi risulta gli unici virgolettati riferiti ad Obama.
Littlepixel trasforma cover di dischi in sgualcite copertine di libri in edizione economica, un effetto molto molto carino. Sarebbe bello esistessero sul serio. Mi ricordano i miei post della serie edizioni zimbra o zimbra records dove cercavo di trasformare notizie d'attualità in copertine di libri e/o dischi. E trasformare copertine di libri in copertine di album? O in poster cinema? O in scatole di corn-flakes? O...
Post dedicato ai miei amici copywriter, almeno a quelli abbastanza grandi da aver lavorato su una lettera 22: "Sound of a newspaper" opera di Nina Jua Klein. Ispirata da un ricordo d'infanzia, il rumore della macchina da scrivere del padre giornalista al lavoro, consiste nella registrazione della scrittura di ogni singolo articolo della prima pagina del Suddeutsche Zeitung su nastro magnetico. Ogni traccia è stata poi digitalizzata per essere fruita tramite un ipod. Il tutto è stato poi risolto visivamente dai medesimi fogli battuti a macchina uniti alla audiocassetta originale. Come dire gli "strumenti" del passato a contatto con il presente.
Questa cosa mi rammenta un album dei Kronos Quartet. Nel loro Short Stories del 1993, veramente notevole, guardate solo gli autori dei pezzi nel link, aprivano con una traccia di Elliot Sharp che ci dava dentro a percuotere una macchina da scrivere, un assaggio qui
Una cosa mi ha colpito di queste foto: queste statue di ragazzine che prendono il sole intorno alla piscina. Che Berlusconi fosse un godereccio in là con gli anni lo si sapeva già, anche senza tutta questa storia, ma questo pessimo gusto nell'arredo non me lo aspettavo.
è un film di fantascienza è un film commedia è un film metafora è un film low-budget è un film indipendente
è un film sul razzismo è un film sull'integrazione è un film sulla solidarietà è un film politico è un film tremendamente attuale
è un alieno è fuggito dal suo pianeta è braccato da due loschi robot è un nero
culo vuole che arrivi sul pianeta terra culo vuole che sbarchi a N.Y.C. e non ad esempio a Lampedusa culo ancora che finisca ad Haarlem e riesca così a confondersi tra i terrestri culo che nessuno gli veda i piedi
non parla, ma aggiusta video-games con l'imposizione delle mani. non parla ma comunica lo stesso non parla ma riesce pure ad andare a letto con Dee Dee Bridgewater.
E qui mi fermo, non vi dico se e quando lo prenderanno, se e quando potrà tornare sul suo pianeta se gli spacciatori gli faranno il mazzo.
E qui mi fermo, non aggiungo altro perché sono 25 anni che è uscito e diavolo se non l'avete ancora visto, com'è probabile, correte subito a comprarvi il dvd
O fratelli di ogni stramaledetto pianeta se vi piacciono i b-movies e anche se non vi piacciono rimediate subito a questo vostro buco celluloidico.
( da "Ode a Fratello di un altro pianeta" di rz )
a seguire altri post per le celebrazioni del 25esimo anniversario di "Fratello di un altro pianeta"
Non è un post anticlericale come potrebbe sembrare a prima vista. Il logo qui sopra è stato disegnato per la Archdiocesan Youth Commission negli Stati Uniti e voleva probabilmente suggerire protezione, difesa. A questo sicuramente pensavano i vescovi che lo commissionarono ed approvarono nel lontano 1970. Visto con gli occhi di oggi, ci suggerisce purtroppo ben altre attitudini. Quarant'anni fa episodi di abusi raramente venivano denunciati e ancor più difficile era poterne leggerne sulla stampa. Forse per questo non si accorsero della tremenda ambiguità di questo gioco positivo/negativo. O forse era un lapsus freudiano preventivo?
Anni fa David Byrne ci aveva fatto visita qui a Verona suonando uno splendido concerto al Teatro Romano . Pubblico in piedi a cantare e a ballare praticamente dall'inizio, tanto che il quotidiano locale il giorno dopo titolò: "Con David Byrne ieri sera hanno ballato anche le pietre". Da qui partì da qualche zelante e preoccupato sovrintendente la bagarre che portò a bandire (per poco per fortuna) il rock dall'Arena e dal Teatro Romano.
Ora il titolo di questo post, su questo moribondo blog, non avrà certo lo stesso impatto mediatico e quindi possiamo stare tranquilli, di rock ne vedremo ancora al vecchio filarmonico. Però la storia si è puntualmente ripetuta. David l'altra sera ha tirato giù il teatro. Al primo "classico" eravamo tutti in piedi a ballare e saltare. Inevitabile, dato che il servizio d'ordine era composto solo dal personale del teatro, un simpatico quanto preoccupato signore un po' in là con gli anni e le maschere, simpatiche e divertite (?) signorine.
Il tour si chiama "Song of David Byrne and Brian Eno" e la scaletta (che ho strappato dal palco, anche se erano più fetish quelle di una volta scritte a biro) comprendeva vari brani dall'ultimo lavoro dei due più (grazieadio) insuperabili pezzi dei Talking Heads ( compreso "I Zimbra") tratti dagli album prodotti da Brian Eno, come mi ha fatto giustamente notare questo post di Joyello.
La band era supportata da un minimale corpo di ballo (3) dalle scenografie molto "Byrniane", ironiche e leggere. All'inizio temevo mi distraessero un po' dalla musica ma poi ho decisamente apprezzato. A proposito di distrazioni ultimamente si rischia di perdersi tutto il godimento del concerto cercando di fotografare e filmare. Io faccio poche foto e nei momenti giusti, ve ne posto qualcuna. Di video invece ne ho fatto uno solo, "Burning down the house" il secondo bis in tutù, poggiando la macchinetta direttamente sul palco. Abbiate pazienza, dopo un po' l'ho sistemata sopra una felpa e si vede meglio.
In ogni caso si svela il volto di Reboman impegnato in un pacato contributo canoro.
Ormai è più di un mese che non posto. Forse i fatidici due anni di vita per un blog. Forse devo pensarci su. Concepirlo diversamente. Come tutti i bravi zombie prima o poi ritornerò.
trailer del dvd della plexifilm 13 Most Beautiful... Songs for Andy Warhol's Screen Tests.
Qui in ordine di apparizione: Paul America, Edie Sedgwick, Richard Rheem, Ingrid Superstar, Lou Reed, Jane Holzer, Billy Name, Mary Woronov, Freddy Herko, Ann Buchanan, Susan Bottomly, Nico, Dennis Hopper.
Quanti soldi hanno fatto quei simpaticoni di "Emily the strange"?
Tanti di sicuro e un pochino potrebbero spedirli a Marc Simont, oggi arzillo (spero) ultrasettantenne, autore negli anni settanta di un libro per ragazzi con protagonista la piccola, strana, Rosamond. Provate a confontare la pagina del libro (1978) con il primo adesivo di Emily (1991). La somiglianza tra personaggi e particolari è imbarazzante poi, la lettura delle due didascalie, toglie ogni dubbio sulla buona fede o la coincidenza.